Il 4 Novembre 2025 i cittadini di New York hanno deciso il loro nuovo sindaco: Zohran Mamdani. Dopo una combattuta elezione contro l’ex governatore Andrew Cuomo, l’ugandese è riuscito a conquistare la vittoria in una votazione che ha sorpreso molti europei. Con la sua elezione, Mamdani entra nella storia come il primo sindaco di New York musulmano e di origine indiana.

Chi è Zohran Mamdani.

Il nuovo sindaco trentaquattrenne, che entrerà in carica il 1° gennaio 2026, ha un passato davvero fuori dal comune, poiché è nato in Uganda da una famiglia di origini indiane ed è arrivato negli USA all’età di 7 anni. Prima di occuparsi di politica, nel periodo delle scuole superiori, è stato un rapper con il nome d’arte di “Mr. Cardamom”, probabilmente scelto per ricordare la cultura delle spezie e le sue origini. Fin dai primi testi rap, ha raccontato la sua storia e le ingiustizie sociali che vedeva intorno a sé, arrivando a pubblicare il suo primo singolo intitolato “Kanda (Chap Chap)” che ottenne un buon successo. Per Mamdani, raccontare le disuguaglianze e le iniquità nei suoi testi rap è stato sicuramente il primo passo verso la politica, rivolto a trasformare quelle parole in azioni concrete per la sua città.

Iniziando come collaboratore in alcune associazioni che aiutano giovani e famiglie in difficoltà nei quartieri più svantaggiati della Grande Mela, l’ex rapper intuì che la politica sarebbe stata la sua strada. Nel 2016, con la campagna di Bernie Sanders, iniziò a identificarsi come socialista democratico, diventando membro nel DSA (Democratic Socialists of America). Diventò molto importante all’interno di questo movimento, occupandosi principalmente delle questioni dei diritti all’abitazione, della giustizia sociale e dei servizi pubblici accessibili. Quattro anni dopo, iniziò la sua carriera politica ufficiale e  fu eletto all’Assemblea dello Stato di New York per il 36° distretto (che comprendeva Long Island e Astoria). Negli anni successivi ha consolidato la sua reputazione come politico vicino ai cittadini, arrivando a candidarsi per la carica di sindaco di New York e riuscendo, adesso, a conquistare la vittoria (al primo tentativo) grazie alla fiducia dei cittadini.

Le idee di Mamdani.

Il programma di  Zohran Mamdani si concentra soprattutto su come rendere la vita a New York più semplice, accessibile e meno costosa a tutta la sua popolazione: una vera rivoluzione per la città che non dorme mai.

La sua prima proposta è il “rent-stabilized”, ovvero il congelamento degli affitti negli appartamenti per dare stabilità alle famiglie più povere. Inoltre ha promosso misure come la protezione per gli inquilini, la costruzione di nuovi alloggi a prezzi accessibili e la riqualificazione di alcuni quartieri.

Insieme al rent-stabilized, vorrebbe rendere i trasporti pubblici gratuiti e la mobilità più equa, ma vorrebbe anche creare corsie prioritarie per accorciare i tempi di spostamento, perché ritiene che gli autobus o gli altri mezzi pubblici non dovrebbero essere un lusso.

Un altro punto fondamentale della nuova politica del “gratuito” di  Mamdani sono gli asili e la cura dell’infanzia, per consentire ai genitori di non dover scegliere tra lavoro e figli. Quindi, crede che l’investimento nell’infanzia sia fondamentale per ridurre le disuguaglianze e per dare pari opportunità a tutti i cittadini. Cercherà  anche di aumentare i salari minimi entro il 2030 e di tassare maggiormente le imprese e le persone milionarie, che a New York sono notoriamente numerose. Infatti, grazie a queste riforme, spera di ridurre il divario tra ricchi e poveri e di trasformare la sua città in un posto dove ogni cittadino possa permettersi una vita dignitosa, senza dover rinunciare a bisogni fondamentali come la casa, il trasporto o l’istruzione.

Cosa ne pensano i cittadini e la Casa Bianca.

Le reazioni dei cittadini della Grande Mela alla vittoria di Zohran Mamdani sono state alquanto differenti. Da una parte, molti giovani e famiglie con redditi medio-bassi hanno accolto con entusiasmo le riforme preannunciate, soprattutto quelle su trasporti pubblici e aumento dei salari minimi. Una studentessa di Brooklyn diceva: “Finalmente qualcuno che parla dei problemi reali di New York”. Oppure “Zohran non solo lo vede: lui sa cosa significa essere immigrato, lo può capire davvero” sosteneva un universitario, immigrato dal Bangladesh. Dall’altra parte, però, molti imprenditori e proprietari di case temono che queste riforme possano ricadere sull’economia della città con, ad esempio, tasse troppo salate o un intervento eccessivo del Comune sulla vita politica di New York.

Per la Casa Bianca è, invece, un momento molto difficile, poiché il Presidente commentava la vittoria di Mamdani in modo duro e poco rispettoso del voto dei cittadini. Trump, infatti, avrebbe accusato Mamdani di voler trasformare New York in un “esperimento socialista fallimentare”. Lo avrebbe inoltre minacciato di ridurre i fondi federali destinati alla metropoli ,a meno che non collabori con Washington. Con un vero botta e risposta, Mamdani ha replicato in modo molto più pacato, affermando che le persone hanno scelto un futuro diverso e che il cambiamento non deve far paura, bensì dare speranza.

Le elezioni e la vittoria.

La vittoria di Zohran Mamdani rappresenta, quindi, una vera svolta storica, non solo per il suo passato ma, soprattutto, per le sue idee innovative e per il forte messaggio che sta dando alla sua metropoli. I cittadini hanno dimostrato entusiasmo, speranza e, ovviamente, anche qualche piccola preoccupazione per un leader così giovane. Alle elezioni del 4 Novembre 2025, ha ottenuto il 53% dei voti, superando l’ex governatore della città Andrew Cuomo, rimasto fermo a quota 46%. Questa elezione è stata una delle più combattute e incerte degli ultimi anni, con più di 2 milioni di cittadini che si sono recati alle urne. La campagna elettorale era iniziata ufficialmente nello scorso ottobre ed è durata circa un mese, con molte iniziative che sono state promosse dai due principali candidati.

Le promesse di Mamdani indicano, quindi, una città che prova a ridurre le disuguaglianze e a dare pari opportunità a tutti, a partire dalle famiglie più povere. Se Mamdani sarà realmente in grado di applicare le sue riforme e di non perdere il controllo della Grande Mela, lo scopriremo solo dal prossimo gennaio: quel che è certo fin da ora è che New York e gli Stati Uniti d’America devono prepararsi ad un grande cambiamento culturale.

Lorenzo Cavallo 2M

Una risposta a “New York cambia faccia: chi è il nuovo sindaco.”

  1. Bell’articolo. Ritengo però necessario anche spiegare come Mamdami intende ottenere i fondi per le sue (ottime) inziative, per completezza.
    Il neosindaco ha dichiarato che i finanziamenti proverranno da un aumento delle tasse del 2% per coloro con un reddito sopra il 1.000.000 di dollari residenti a New York City. Inoltre, aumenterà l’imposta comunale sugli introiti delle aziende dal 9 all’11,5%, uniformandola a quella del New Jersey.

Rispondi

DI tendenza

Scopri di più da La Voce degli Studenti

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere