“Posso avere un po’ di avena?”

“No.”

“Sto morendo di fame, fratello.”

“Anch’io, fratello. La figura alta e magra ha gettato l’avena verso di me. ME, fratello, perché credo mi abbiano preso in simpatia.”

“No, fratello: ho già visto questo prima. Ho osservato molto. Dalle ruggenti bestie in cui le figure alte e magre strisciano per viaggiare oltre l’orizzonte, a come la figura piangeva quando l’altra è caduta in un sonno profondo. E dalle mie esperienze ho capito che daranno avena in più a uno di noi prima di portarlo nella baracca del non ritorno… Lì faranno cose terribili, fratello!”

“BUGIE! Quella baracca è dove gli ELETTI banchettano coi nostri ALTI e MAGRI DÈI. Sei uno STOLTO, fratello. E sarai lasciato indietro nel FANGO con le tue IDEE RETROGRADE.”

“No: devi credermi! Condividi con me l’avena e non raggiungerai la stazza desiderata dagli alti e magri. Solo così risparmieranno la tua vita, fratello.”

“Ah, quindi era tutto un PIANO per RUBARMI L’AVENA! Sei davvero spregevole! Non crederò più alle tue menzogne!”

“Ma, quando mi hanno portato fuori dai recinti appuntiti, dentro al bestione ruggente e oltre l’orizzonte, ho visto! Mi hanno portato a un raduno di queste figure alte e magre. Mi hanno sfilato in giro, fratello, e ho visto la verità. Ho visto le figure alte e magre consumare la nostra carne. Non potevo sbagliarmi, perché l’odore di quello che cuocevano era certamente di uno di noi. Sospendevano la carne sopra un fuoco, lasciandola bruciare prima di consumarla. E non si limitavano a consumarla, ma ne traevano un gran gusto! Le loro bocche si incurvavano in un sorriso malvagio e alcuni emettevano persino gemiti di soddisfazione! Le FIGURE sono CONSUMATORI, fratello. Non sono diversi dal DEMONE ROSSO che TERRORIZZA gli ALATI.”

“La tua storia mi diverte, però non mi convince. Mi prenderò io quest’avena e banchetterò con i nostri Dèi alti e magri.”

“Mi dispiace per te, fratello, perché, dato che i tuoi occhi non possono sopportare la luce accecante della verità, ti rifugi nella caverna. Mi prenderò cura della tua prole quando ti consumeranno, come hanno consumato la tua compagna, nostro padre, nostra madre, e molti altri prima di loro e prima di noi.”

Andrea Campoli 3C

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