Scrivere, scrivere e scrivere: riportare i propri pensieri, le proprie idee, opinioni o credenze, è sempre stato un bisogno intrinseco della psiche umana sin dall’alba dei tempi. Ciascuno ha dentro di sé il bisogno innato di esprimersi nei modi più variegati: c’è chi lo fa cantando, chi lo fa suonando, chi lo fa recitando o tramite le altre Arti. Non esiste un modo migliore o un modo peggiore per esprimersi, ma ognuno è libero di scegliere come farlo: migliori o peggiori saranno solamente i risultati.

“La verità è che avevo bisogno di scrivere, comunicare e raccontare una storia: la mia”

Tra le varie forme di espressione, la scrittura si è rivelata fondamentale anche per Salmo, uno degli artisti più controversi del rap o hip-hop italiano, che verso la fine di ottobre ha annunciato l’uscita di un suo libro autobiografico. La frase è molto affascinante nella sua interezza, in quanto proprio lui, l’artista di “The Island of Chinsaw Massacre”, con il suo stile crudo e molto cupo, ha sentito il bisogno di raccontarsi in maniera molto intima, partendo dalla sua storia.

“Molto spesso si tende a cancellare il passato, per vivere solo il presente di successi. Ma può esistere un uomo, senza quello che è stato da bambino o da ragazzino?”

È proprio questa la domanda alla quale prova a rispondere durante tutto l’arco del libro. All’interno vi si possono trovare le esperienze, i momenti felici, i momenti tristi, i dubbi e le conferme che hanno reso Salmo l’artista e la persona che è oggi.

Maurizio Pisciottu nasce ad Olbia il 29 giugno 1984 e, fin da piccolo, vive in un ambiente aspro, senza filtri, che forma innegabilmente il suo carattere e, successivamente, il suo modo di rappare in musica. A scuola non è una cima, come riporta nel libro, ma, grazie a tutte le esperienze e al modo molto spavaldo e maniacale nei dettagli di affrontare le situazioni, si crea da autodidatta una cultura veramente impressionante, sia nel mondo della musica, sia in generale.

È proprio sulla cultura la domanda focale che abbiamo posto al rapper, in occasione del firmacopie del suo libro presso la Mondadori di Milano in data 3 novembre 2024.

“Qual è il tuo rapporto con la cultura e con la scrittura e, soprattutto, ti ritieni una persona colta?”

“Beh, per quel che riguarda la lettura, la storia è molto lunga… e no, assolutamente non mi ritengo colto”

Una risposta che lascia un po’ a desiderare, ma che apre un ampio spazio di riflessione, anche data l’enorme autoironia che l‘artista imprime su di sé in ogni pezzo. Se si fa attenzione ai testi delle sue canzoni, ma anche sfogliando il suo libro, si potrà scoprire che, in realtà, la cultura è una parte fondamentale della sua vita. Fin dalle demo risalenti ai primi anni del nuovo millennio, si possono notare un flusso studiato nelle metriche ed un modo di costruire le storie abbastanza forbito, che lo accompagneranno nell’arco di tutta la sua carriera. Un esempio molto famoso potrebbe essere la canzone “Yoko-ono” che potrebbe essere studiata nelle scuole di musica per il modo in cui lo story-telling è solidamente strutturato.

Tuttavia, sorprende maggiormente l’enorme conoscenza che Salmo ha sviluppato nel campo musicale. Nel suo libro, racconta che, fino ai 14 anni, non si era mai interessato né alla musica, né all’arte in generale, un dato che rende ancora più stupefacente il fatto che, in poco tempo, sia riuscito a costruirsi una cultura musicale tale da comprenderne a fondo le dinamiche. Ciò che rende questa trasformazione ancora più straordinaria è il modo in cui, quasi da autodidatta, capì che il mondo musicale necessitava di una “rivoluzione”. Sentiva, come tutti i giovani, che il pubblico aveva bisogno e meritava qualcosa di nuovo, qualcosa che, a poco a poco, stava prendendo sempre più piede nell’underground, ma che faceva fatica ad emergere, in un Paese a forte tradizione musicale come l’Itala. Uno stile nuovo che mischiasse un po’ le mode del tempo, ovvero il mondo dell’hardcore e del punk, con il rap, che in America aveva spopolato, ma che in Italia arrancava. Ispirato da artisti come il Truceklan e KaosOne, si inventava uno stile tutto suo, che iniziò a spopolare.

Intuì, inoltre, che l’integrazione della musica elettronica, come base per le sue tracce, sarebbe stata una mossa più che vincente e, partendo da questa visione, con l’aiuto di alcuni amici come Manuelito, meglio conosciuto come “Hell Raton”, e molti altri, iniziò a campionare e a creare beat “esplosive”. A questa innovazione aggiunse l’influenza dell’hardcore, creando così un mix che lo avrebbe portato al debutto con l’album “The Island of Chainsaw Massacre”.

Originale anche l’ispirazione nel titolo dato al libro. Scopriamo infatti, grazie ad un’altra delle nostre domande, che l’artista ha deciso di riprendere un suo vecchio demo del 2004 intitolato nello stesso modo. Anche su questo frangente, si possono aprire spunti di riflessione, in quanto il titolo può essere interpretato in diversi modi. Potrebbe rappresentare qualcosa che va oltre la superficie, che entra in profondità, “sotto la pelle” dell’ascoltatore o, nel caso del libro, del lettore. È come se Salmo avesse deciso di mettersi a nudo, rivelare veramente se stesso, come se le sue parole venissero veramente da dentro. A conferma, possiamo notare che nel libro, ma anche nella demo, ha trattato tematiche intime e personali, esplorando emozioni e pensieri che colpiscono. Una seconda interpretazione potrebbe essere che il titolo “sottopelle” potrebbe anche alludere alla sensazione di disagio o di malessere interiore, un tema che Salmo ha affrontato in più occasioni, caratterizzato da una visione spesso cruda e realistica della vita.

“Quando il mondo mi fa schifo, quando sento di aver subìto un’ingiustizia o che ci sia qualcosa di sbagliato nel mondo, lo scrivo nei miei testi e viene fuori durante i miei concerti”

Questa frase si trova all’interno del libro ed è chiaramente una conferma alla nostra tesi. La scelta di un titolo del genere potrebbe essere un modo per esprimere l’intensità e la visceralità dei sentimenti che il rapper vuole trasmettere, come se queste emozioni si “infiltrassero” sotto pelle e non potessero essere facilmente ignorate.

Non si sa esattamente a cosa si riferisca, in quanto le sue dichiarazioni non lo specificano, ma si sa che Salmo è un artista completo e, con l’uscita di questo libro, non si può che confermarlo.

Alessandro Mammone 4H

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