Erano passati pochi giorni dalla morte del Signor Pirelli, quando i figli, Piero e Alberto, ereditarono l’omonima azienda di gomme.

“Da tempo i bilanci non tornano” disse Piero con espressione preoccupata: “Dobbiamo assolutamente rivedere il nostro approccio alla produzione e investire in nuove tecnologie”.

“Hai pienamente ragione. È imperativo investire in nuove macchine e sperimentare nuove formulazioni per assicurare la produzione di pneumatici di altissima qualità” rispose il fratello.

“Mi pare non troppo saggio avviare questa riforma subito, nelle fabbriche italiane. Suggerisco di cominciare in Spagna, così da valutarne l’efficacia, e poi, all’occorrenza, potremo estenderla qui” concluse Piero.

I due fratelli presero, pertanto, la decisione di intraprendere il viaggio verso la Spagna, dirigendosi verso la fabbrica di Barcellona, al fine di avviare tali modifiche e dar inizio al piano di modernizzazione.

All’albeggiare del nuovo giorno, Felipe marciava con passo saldo verso la fabbrica. Vestito con una tuta grigia consumata dal lavoro e dal tempo, il suo cappello di feltro stringeva la fronte sudata.

Arrivato alle grandi porte della fabbrica, intravide i grandi rotoli di caucciù, dall’aspetto cupo e imponente, che giacevano sulle linee di produzione. Con precisione millimetrica e competenza artigianale, Felipe e gli altri operai guidavano le macchine attraverso ogni fase del processo. Dal taglio e dalla modellatura degli pneumatici, alla vulcanizzazione, dove il calore avvolge il caucciù.

Dopo una lunga ed estenuante giornata nel labirinto di fumo e gomma, Felipe tornava a casa, dove trovava la moglie cucinare e i figli giocare.

Al suon del gallo Felipe si incamminava di nuovo, come ogni giorno, verso la fabbrica ma, arrivato nei pressi dello stabilimento, scorgeva una macchina inusuale per quel posto: un’ Alfa Romeo 20-30 ES, una raffinatezza italiana.

“Felipe, hai visto che macchinone che c’è! Il proprietario è sicuramente un riccone” esclamò entusiasta Hugo, un suo collega.

“Magari ci aspetta un bell’aumento” risponse Juan.

“Basta fantasticare, andiamo a lavorare” disse spazientito Felipe.

Entrati in fabbrica, la massa di lavoratori si mise all’opera. Felipe, adoperando il caucciù, scorgeva, attraverso le vetrate offuscate dal fumo, due uomini distinti parlare con il responsabile della fabbrica.

Allo scoccare del mezzogiorno, insieme agli altri operai, si avviava verso la mensa, per la pausa pranzo, dove i due uomini ben vestiti li aspettano.

Riuniti tutti nella mensa, uno dei due elegant’uomini iniziò, in uno spagnolo stentato: “Cari lavoratori, io, Piero, e mio fratello Alberto Pirelli, giungiamo dalla penisola italica per portare innovazione e progresso nei nostri stabilimenti.”

“Come?” Esclamò incuriosito Felipe, dando voce al pensiero comune.

“Modernizzando i macchinari e il modo di lavorare” esclamò Alberto ”per questa settimana rimanete a casa mentre la fabbrica verrà rinnovata” concluse Piero.

La folla, entusiasta dei giorni di riposo, lanciò in aria le coppole in segno di gioia.

La settimana trascorse velocemente e anche i risparmi iniziarono a scarseggiare, generando una voglia collettiva di tornare a lavoro.

Felipe, arrivato in fabbrica come al solito, notava subito la mancanza di molti dei suoi compagni, ma, anche se confuso, si mise a lavoro. Arrivata la pausa pranzo, decise di chiedere informazioni a Hugo, che gli rispose: “Non hai saputo? Hanno licenziato Juan e molti altri.”

“Ma come? Perché?” Domandò spaesato Felipe.

“I signori Pirelli hanno mandato diverse lettere di licenziamento” rispose Hugo.

“Vado a parlare con quei due” esclamò Felipe, colmo d’ira.

Felipe si diresse verso l’ufficio e, arrivato di fronte alla porta, la spalancò di colpo, suscitando spavento ai due Pirelli.

“Ma come si permette! Non si bussa? Chi si crede di essere! ” Esclamò il maggiore dei due fratelli.

“Sono Felipe, il rappresentante degli operai. E voglio sapere quale sarebbe il motivo del licenziamento dei miei colleghi. Voi non sapete che hanno famiglia?”

“Dopo attente valutazioni abbiamo deciso di dimezzare il personale, a causa della nuova catena di produzione” disse in modo brusco un terzo signore, che si presentò come il commercialista dell’azienda.

Il Dr. Luraghi continuò il discorso spiegando che questi elementi erano inutili nella crescita economica dell’azienda e che, di conseguenza, erano d’intralcio.

Felipe, indispettito, stette zitto per non perdere il suo lavoro e tornò in mezzo ai compagni spiegando loro la situazione.

Finito il turno, Felipe e Hugo tornarono verso le proprie abitazioni, quando incontrarono Juan che, disperato, tornava a casa, dopo una giornata passata per le strade in cerca di un altro lavoro.

“Juan, oggi abbiamo saputo del tuo licenziamento improvviso” disse Hugo.

Juan, affranto, esclamò “Vi prego, aiutatemi, ho una famiglia da mantenere”.

Felipe, sentendo un uomo portato all’esasperazione, decise quindi di organizzare un ritrovo in un capanno. Perciò Juan, Felipe e Hugo andarono porta a porta ad avvertire gli operai, licenziati e non, e la sera stessa si riunirono.

“Amici miei, vi ho fatti venire qui per discutere dell’ingiustizia provocata da quei due uomini che pensano di poter sconvolgere le nostre vite senza conseguenze.”  Esclamò Felipe alimentando la folla.

“Domattina occuperemo la fabbrica e rimarremo lì finché tutti non riavremo il nostro posto” e, detto questo, la folla entusiasta esultò. Ognuno tornò a casa pronto per il grande piano, anche se a molti sembrava di non avere grandi possibilità di successo.

Il mattino successivo, quando i fratelli Pirelli giunsero alla fabbrica, notarono il portone semichiuso e degli stendardi al di fuori. Incuriositi, esclamarono: “Perché le porte sono aperte?”

Spinsero delicatamente il portone e, una volta entrati, non avrebbero mai immaginato ciò che videro.

“Che cosa sta succedendo!” Urlò spazientito Piero, alla massa di operai che stavano occupando e bloccando i lavori in fabbrica.

Felipe, nervoso ma allo stesso tempo lieto di quella domanda, rispose: “Signori Pirelli, all’inizio l’idea di ristrutturazione e rimodernizzazione della fabbrica ci aveva incuriositi e fatti ben sperare. E quella specie di settimana di riposo che ci avete concesso l’avevamo addirittura apprezzata, perché non eravamo consapevoli che la settimana successiva la maggior parte di noi sarebbe stata licenziata.”

“Mi stia a sentire… questo discorso lo abbiamo già affrontato e…” provò a dire Alberto, ma Felipe lo interruppe ribattendo: “È vero, lo abbiamo già affrontato, ma la situazione è grave e non è cambiato niente. Tutta questa gente ha una famiglia da mantenere e capisco che voi, essendo molto ricchi, non potete capire cosa significa farsi in quattro per far mangiare i propri figli e arrivare a malapena alla fine del mese. Non vi sto, anzi non vi stiamo supplicando di ridarci il lavoro. Stiamo cercando di farvi capire che siamo disposti ad imparare a utilizzare i nuovi macchinari e vi promettiamo che saremo efficienti al massimo e che siamo disposti a frequentare dei corsi d’aggiornamento, se necessario.”

I due fratelli si guardarono per un breve istante. Il maggiore dei due prese un breve respiro e disse: “Va bene. Sarete tutti obbligati a frequentare dei corsi d’aggiornamento. Vi vogliamo efficienti, però dovrete essere veloci ad imparare, perché chi non starà al passo verrà licenziato all’istante.”

“Grazie signore, non ve ne pentirete.” Affermò Felipe.

“Lo spero” rispose il maggiore dei Pirelli “E che non ricapiti mai più una cosa simile!”

I fratelli, quindi, se ne andarono e, una volta richiuso il portone, gli operai, entusiasti, lanciarono in aria le coppole, in segno di vittoria, ma senza farsi vedere dai padroni. Successivamente tornarono al lavoro più carichi che mai.

 

Sito: Fondazione Pirelli http://pirellibuildsthefuture.org/it/nel-tempo.html#y1920-1947/Storia ed evoluzione dell’azienda fino ai giorni nostri.
Sito: Fondazione Pirelli https://www.fondazionepirelli.org/en/activities/pirelli-collezione-tyres-throughtime/Resoconto della storia degli pneumatici Pirelli.
Sito: Pirelli https://corporate.pirelli.com/corporate/it-it/aboutus/storia/Storia del marchio pirelli e grandi successi.
Sito: PneusNews.it https://www.pneusnews.it/2022/02/03/le-principali-tappe-della-storia-pirelli/Storia del marchio Pirelli ed evoluzione dell’azienda.

Giulia Carnelli, Gaia Colacicco, Nicolò Costa, Mattia Garavaglia,

 Filippo Libertini, Brenno Malacrida, Giancarlo Vetrano 3F

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