Il PCTO, acronimo che sta per Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento, è una metodologia didattica che permette agli studenti di integrare la formazione scolastica con un’esperienza pratica presso un’azienda o un ente pubblico. Grazie a questo tipo di attività gli studenti hanno l’opportunità di acquisire competenze tecniche e professionali utili per il loro futuro inserimento nel mondo del lavoro, questa infatti, rappresenta un ponte importante tra l’ambiente scolastico e quello lavorativo. Questa metodologia ha come obiettivo principale quello di fornire agli studenti un’esperienza formativa completa e integrata, grazie alla quale questi ‘ultimi possono sviluppare le proprie competenze tecniche e professionali direttamente sul campo, acquisendo conoscenze pratiche e mettendo alla prova le proprie abilità. Il PCTO inoltre aiuta gli studenti a sviluppare le proprie capacità relazionali e comunicative, a lavorare in team e a gestire le proprie emozioni. La mia classe l’anno scorso ha partecipato a due di queste iniziative scolastiche. La nostra prima esperienza si è svolta al museo Maga di Gallarate, dove al nostro primo incontro ci è stata illustrata, dal Prof Carù e da Francesca Chiara (dipendente del dipartimento educativo del museo) la mostra che comprendeva una collezione di dipinti, disegni, acquerelli incisioni e sculture appartenenti alla seconda metà del XIX secolo, spaziando tra Realismo, Impressionismo e Post-Impressionismo e quello che avremmo dovuto fare nel mese successivo. Siamo stati suddivisi in 5 gruppi e nel periodo che va dal 21-09 al 30-10 abbiamo svolto diverse attività e laboratori con l’obbiettivo finale di esporre, l’ultimo giorno della mostra ai visitatori. Ad ogni gruppo fu assegnata un’opera letteraria da analizzare a da cui trarre dei collegamenti con le opere esposte. Al mio gruppo fu assegnato “il pittore della vita moderna” di Baudelaire, io mi concentrai principalmente sulla realtà parigina mentre per quanto riguarda l’esposizione la collegai a dei tipici vestiti borghesi messi in mostra. Dopo aver analizzato i libri ci siamo dedicati a delle attività che riguardavano invece i quadri, per esempio come trovare collegamenti con i libri analizzati, con l’autore e con la corrente artistica. Infine abbiamo collegato le due tematiche, artistica e letteraria creando un discorso che abbiamo poi presentato al pubblico. Abbiamo tutti imparato molto sia dal culturalmente che a lavorare meglio in gruppo, ed è stato molto soddisfacente, in quanto il nostro lavoro è stato apprezzato dal pubblico. Presentare il mio lavoro a delle persone sconosciute mi ha aiutato molto a sviluppare le mie abilità comunicative e la fiducia in me stesso, sono sicuro che chi quest’anno o il prossimo comincerà il PCTO potrà vivere queste stesse esperienze.
Come secondo progetto di PCTO, nel secondo quadrimestre la classe si è dedicata alla realizzazione del Mural. I soggetti, ispirati alla poesia di Baudelaire, sono degli albatros che volano sulle acque del mare, le quali si increspano in spumeggianti onde. L’albatros simboleggia lo stato d’animo malinconico di chi non si riesce ad integrare con facilità nella società ed è un “re” da solo, ma esule in mezzo agli altri, sensazione che molti adolescenti hanno provato almeno una volta nella propria vita e motivo per cui abbiamo scelto questo tema. Il titolo, infatti, è: “Re dell’azzurro, esule in terra”. La classe fu inizialmente suddivisa in tre gruppi basati sull’esperienza di ciascuno. Questi gruppi si sarebbero alternati nel pomeriggio e comprendevano circa quattro o cinque studenti per seduta, aiutati dal prof. Carù. L’esperienza pomeridiana cominciava con la realizzazione dei colori e proseguiva poi con la stesura cromatica. L’organizzazione dei gruppi prevedeva che i principianti si sarebbero occupati principalmente di stendere le prime mani di colore e del disegno preparatorio; gli intermedi di definire l’albatros, l’oceano e le nuvole e, infine, gli esperti di correggere eventuali errori e di posare il protettivo per vernice. La prima fase di questo progetto fu caratterizzata dal disegno preparatorio, realizzato a matita nei primi incontri. Oltre a ciò, i primi gruppi si occuparono della stesura di un primo fondo azzurro, coprendo interamente l’area dell’opera. Questo sfondo fu poi riempito con tocchi e pennellate veloci e sfumate di colori diversi, tipicamente impressioniste; queste sono state replicate nel resto dell’opera, sia nell’albatros, sia nelle nuvole e nel mare. Infatti in queste due si possono osservare delle tonalità di viola e verde. Dalla seconda sessione in poi i gruppi hanno iniziato a dare una forma alle nuvole, alle onde e alle ali dell’albatros utilizzando principalmente sfumature di azzurro e grigio, per le onde furono usate anche tonalità di verde scuro e chiaro, riprendendo un mare in tempesta. Terminate le fasi iniziali del progetto, i gruppi intermedi si sono concentrati sulla creazione di tonalità più elaborate al fine di conferire una percezione di tridimensionalità al soggetto proposto. vennero utilizzati arancione, rosa e grigio per le nuvole, mentre blu scuro e bianco per le piume dell’albatros e la schiuma delle onde, tutto rigorosamente secondo la tecnica impressionista. Successivamente vennero sovrapposte diverse mani di colore, sia per coprire eventuali sbagli, sia per la creazione dei complementari secondo la sovrapposizione dei pigmenti. Le fasi finali del progetto furono caratterizzate dall’intervento del prof Carù insieme ai compagni dei gruppi esperti per correggere errori di pennellata e di colore, insieme all’utilizzo di un fissante, in grado di preservare la vernice per molto tempo. Terminata l’opera, venne aggiunta una citazione del poema, tradotta in italiano, per formularne il titolo, insieme alla firma della classe e del prof. Grazie alla collaborazione di tutti si è arrivati al risultato finale: i diversi colori, influenzandosi a vicenda, animano mare cielo e lo stesso albatros. Così l’opera, da un semplice dipinto “fermo”, viene trasformata in una composizione carica di vitalità e movimento.
La scuola fornisce la possibilità di svolgere esperienze non per forza legate alla classe, il mio compagno Matteo Crucitti attraverso la partecipazione ad un concorso è stato selezionato per partecipare ad un progetto della durata di due settimane a Roma, ai laboratori dell’EMBL, l’european molecular biology laboratory, su cui ha anche prodotto un articolo. Durante questo periodo Matteo ha partecipato a diversi seminari e laboratori anche di altre associazioni e strutture collaboratrici del laboratorio. Ha conosciuto moltissime persone anche di regioni diverse con cui ha potuto confrontarsi su diversi argomenti anche non inerenti all’esperienza, l’ambiente è molto stimolante, e scolasticamente ha appreso in poco tempo ciò di cui è composto il programma di quinta di biotecnologia, e di più.A seguito di questa esperienza Matteo ha deciso di cambiare indirizzo universitario e orientarsi verso una facoltà di biotecnologie. C’è la possibilità di svolgere vari workshop che contano come ore di PCTO sul sito delle università in cui si svolgono attività simil laboratori universitari per avvicinare gli studenti delle superiori a questo tipo di ambiente. Grazie a questo tipo di esperienze gli studenti hanno la possibilità di acquisire competenze professionali già durante il periodo scolastico e sono aiutati per quanto riguarda la scelta della loro futura carriera, infatti, grazie a queste attività di lavoro vissute durante il percorso, gli studenti possono capire meglio quali sono le professioni che li interessano di più e che sono più in linea con le loro attitudini e competenze. Inoltre il PCTO può contribuire a migliorare la motivazione degli studenti, in quanto consente loro di vedere come le materie che studiano a scuola possono essere applicate nella pratica e come possono essere utili nella loro vita professionale futura.
Gianluca Ladelfa 5G


















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