Siamo tornati con i pareri di vari professori dell’istituto riguardo all’apertura pomeridiana della scuola ad utilizzo degli studenti.

Nello scorso articolo – “Domicilio cercasi” – abbiamo parlato di come la scuola garantisca corsi di rewind e varie attività extrascolastiche svolte all’interno dell’edificio, senza però fornire la disposizione di aule per gli studenti, che si ritrovano a dover effettuare dei lavori di gruppo in mancanza di un luogo dove potersi riunire. Abbiamo dunque pensato che una soluzione potrebbe essere quella di lasciare a disposizione delle aule e delegare delle persone – docenti, personale scolastico interno o volontari esterni – come supervisori e tutori dei gruppi studenteschi. Non si tratterebbe di dover aiutare o fare ripetizioni, ma solo di svolgere sorveglianza. Abbiamo anche proposto di affidare la custodia dei ragazzi a studenti maggiorenni, che potrebbero ricavare dall’attività dei crediti. Ci eravamo, pertanto, posti l’obiettivo di chiedere a chi si occupa di fare queste scelte. Dato che la vicepreside, oltre a qualche vago commento, ha preferito non rilasciare dichiarazioni, abbiamo indirizzato le nostre richieste ai professori, possibilmente all’interno del consiglio scolastico.

E così abbiamo fatto. Negli scorsi mesi ci siamo rivolti a professori di varie materie e classi, per fare in modo che le risposte potessero arrivare da più punti di vista possibili.

Qualcuno, dopo aver analizzato quest’idea, ci ha consigliato innanzitutto di seguire la strada istituzionale e ci ha illustrato come la scuola disponga di fondi scolastici, che si dividono in due categorie: quelli che vanno spesi per “cose” mirate e prestabilite, come le strumentazioni della scuola, ed altri non vincolati e che la scuola può finalizzare a obiettivi scelti in base alle esigenze, sottolineando che sarebbe quindi possibile inserire un piccolo aumento di stipendio per coloro che dovessero eventualmente offrirsi per la carica. Nonostante ciò, sarebbe preferibile che i supervisori venissero dall’esterno, in modo tale da poter usare i fondi per altri progetti.

Ci è stato detto che, per questo tipo di situazioni, prima del periodo Covid era presente un gruppo di genitori che si occupava di delegare persone esterne alla scuola per supervisionare i ragazzi. Inoltre, ci hanno spiegato come, secondo loro, la proposta di assegnare la supervisione agli studenti maggiorenni non sia completamente corretta dal punto di vista etico, perché significherebbe caricarli di un’importante responsabilità.

Qualcun altro, invece, ha appoggiato pienamente l’idea, ricordandoci però che bisogna chiedere e raccogliere informazioni per l’organizzazione e la presenza di leggi che potrebbero vincolare lo svolgimento dell’iniziativa, ma che l’idea di aggiungere un incentivo con i crediti era molto buona.

Altri hanno avuto opinioni intermedie, dicendo che si tratta di una buona idea, ma che sarebbe più facile e immediato delegare del personale scolastico interno. Nonostante taluni ci abbiano anche confessato che non prenderebbero parte al progetto per questioni personali e/o di tempo, gli stessi non negano di apprezzare l’idea e non vogliono negare ad altri la possibilità di prendervi parte e, perciò, la supportano.

Dal punto di vista personale, invece, abbiamo riscontrato del dispiacere da parte dei docenti, perché prima del periodo covid era presente il bar e la scuola metteva a disposizione delle aule dove i ragazzi potevano pranzare al chiuso, prima dell’inizio delle attività pomeridiane (rewind o corsi). Mentre con il bel tempo diventa forse di minor importanza, d’inverno farebbe molto comodo a tante persone. Sarebbe quindi bello poter riavere indietro anche questi servizi, che a modo loro facevano differenza nella nostra scuola e l’avevano fatta per decine di anni.

Martina Bevilacqua e Matilde Surace 1D

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