Anche in Ucraina la Pasqua viene celebrata in modi diversi a seconda del luogo, nonostante seguano la stessa religione, perché la festività lega le tradizioni antiche preesistenti con quelle cristiane.

Al posto delle uova al cioccolato, ad esempio, in Ucraina si usano le pysanky, uova crude decorate a mano con motivi geometrici e simbolici realizzati usando la cera. In origine le pysanky simboleggiavano il ritorno della primavera, il sole e la fertilità della terra. Con l’arrivo del cristianesimo, i simboli pagani di origine dacica si sono fusi con quelli cristiani: il sole è diventato anche un simbolo di Cristo risorto e la rinascita della natura si è collegata alla Resurrezione.

Durante il pranzo pasquale, invece, si preparano le krashanky: uova sode colorate, spesso con bucce di cipolla per ottenere un rosso-bruno intenso. Vengono usate per la tradizione di “battere le uova”: due persone scelgono un uovo e lo scontrano punta a punta con quello dell’altro. Vince chi rimane con l’uovo intatto perché, secondo le credenze popolari, avrà più fortuna, salute e prosperità durante l’anno.

pysanky
krashanky

 

 

 

 

 

 

Una delle differenze più evidenti rispetto all’Italia riguarda il dolce pasquale. Se nella nostra penisola è tipica la colomba, un dolce dalla forma stilizzata del simbolo della pace e dello Spirito Santo da cui deriva il nome, guarnito con canditi, ricoperto di glassa e mandorle, in Ucraina si preparano i kulič (chiamati anche paska). Hanno una sagoma alta e cilindrica che, secondo la tradizione, ricorderebbe l’idea di elevazione e abbondanza. Sono un tipo di pane dolce preparato con uova, burro e zucchero, spesso decorato con glassa bianca e zuccherini colorati: poiché è la parte più buona, di solito i bambini la mangiano per prima, lasciando il resto. A differenza della colomba, che si trova in tutte le pasticcerie, il kulič è spesso preparato in casa e viene portato in chiesa per essere benedetto prima di essere consumato, come si faceva in Italia per certi dolci in occasione delle feste del Santo del paese.

kulic

Inoltre, per ricordare i defunti, nella seconda settimana dopo Pasqua si celebra la festa degli Hrobky (o Provody a seconda delle regioni). Le famiglie puliscono le lapidi, portano i fiori freschi e condividono un pasto simbolico, lasciando sulla tomba cibo benedetto (compresi kulič e uova) e dolci, proprio come facevano i Greci e i Romani nell’Antichità Classica. Questa usanza risale alle tradizioni pagane, quando si credeva che i morti continuassero a far parte della comunità e che la condivisione del cibo con loro portasse benedizione e buon raccolto. Con  il cristianesimo si è trasformata in un momento di gioia per la condivisione della Resurrezione con gli antenati.

Pur avendo lo stesso significato, la Pasqua raccoglie valori diversi, integrando anche le tradizioni più antiche e permettendone la sopravvivenza fino ai giorni nostri.

Diana Hryzun 2I

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