21 agosto 2020: un utente su Tumblr pubblica una foto di un paio di stivali che, al posto del marchio, hanno il titolo del film “Goncharov”, presentato da Martin Scorsese e definito il più grande mafia-movie mai fatto. Dopo varie ricerche, l’utente aveva chiesto alla community di Tumblr notizie più precise sul film, di cui non si trovavano tracce su Internet, ma questo fu l’inizio di uno degli eventi mediatici più grandi degli ultimi anni, perché la community di Tumblr si divise tra coloro che chiedevano spiegazioni e coloro che ritenevano degli ignoranti quelli che non conoscevano il film.

Tra i vari utenti che avevano setacciato forum, social e bacheche, qualcuno aveva trovato qualcosa di sospetto: un film italiano di Matteo Garrone, basato su un libro di Roberto Saviano, presentato da Scorsese e prodotto da Domenico Procacci. Il film era Gomorrah del 2008.

Osservando nel dettaglio l’etichetta degli stivali, si può notare come il font dei due titoli sia identico ed anche le scritte “presentato da Martin Scorsese” e “una produzione di Domenico Procacci”. Questi dettagli, oltre al fatto che nessuno ha mai sentito parlare del film, portano a due conclusioni: o c’è stato un refuso durante la stampa e Gomorra è diventato Goncharov, oppure è tutto un falso.

Nel frattempo il film era diventato un argomento di tendenza su Tumblr e qualcuno diceva di aver trovato il poster in cui figurasse il cast della pellicola: Robert De Niro (taxi Driver, Quei bravi ragazzi), Cybill Sheperd (L’ultimo spettacolo, Taxi Driver), Harvey Keitel (Taxi driver, L’ultima tentazione di Cristo), Gene Hackman (Bonnie e Clyde, Get Shorty), Sophia Loren (La ciociara, Ieri, oggi e domani), e Al pacino (Il padrino, C’era una volta Hollywood).

Il poster è stato l’inizio di un vero e proprio delirio di massa, che ha riunito una gran quantità di utenti di Internet, che sono arrivati a dire di aver trovato la trama, la colonna sonora e gli storyboards. Sostengono che il montaggio per intero duri più di 9 ore, con moltissime scene tagliate. Su Wikipedia il budget è stanziato a 1.9 milioni di dollari, un cifra abbastanza irrisoria, dato che “Il Padrino” dell’anno precedente era costato circa 5 milioni.

Qual la presunta trama di Goncharov?

Goncharov (Robert De Niro) è un ex mafioso russo e proprietario di una discoteca, che si è lasciato alle spalle la carriera nella malavita per dedicarsi al suo futuro con la moglie Katya (Cybill Sheperd). Arrivato a Napoli, però, rimane nuovamente coinvolto nel crimine organizzato quando incontra un nuovo rivale, Andrey (Harvey Kietel). Il rapporto di contrapposizione è elettrico e controverso, tanto da far supporre ci sia vera e propria tensione sessuale tra i due. Katya, invece, mentre affronta il lutto causato dalla perdita del padre, stringe un profondo legame con la misteriosa Sofia (Sophia Loren). Tra gli altri personaggi che si intromettono nella vita di Goncharov, ci sono Mario Ambrosini (Al Pacino) e Ice Pick Joe (Gene Hackman), il pericolosissimo ragazzo americano con una benda sull’occhio, che uccide i suoi nemici a colpi di piccone rompighiaccio.

Le tesi che supportano il film. 

Nel film è presente una ballerina, interpretata da Lynda Carter, che ha avuto l’idea di pubblicare sul suo account di Tumblr dei post in cui parlava dei bei vecchi tempi in cui aveva recitato in Goncharov. Inoltre, al Torino Film Festival 2022, Katia Smutniak si è presentata con una maglia con la stampa del poster del film.

Il nemico su TikTok.

Come nei migliori film, ogni protagonista ha bisogno di una nemesi, e Goncharov non fa eccezione: nel 2023 su TikTok viene messa in circolo una voce su un presunto film horror slasher degli anni ’80, Zepotha, che divenne l’arcinemico del mafia-movie. Nonostante ciò, Goncharov rimane il vincitore assoluto, poiché è nato dalla collaborazione di un’intera community: non come trend passeggero.

Ma, quindi… come finisce questa storia?

A quanto pare, la storia di Goncharov è arrivata a Francesca Scorsese, figlia di Martin Scorsese, che decise di chiedere al padre se per caso conoscesse il film. Fu la risposta del regista a ridare speranza ai fan, perché disse di aver fatto quel film molto tempo prima. Ma, quando l’eco dell’ultima scena svanisce ed il sipario cala su un palco ormai spoglio, resta solo il mistero – quel silenzio vivo, che appartiene alle leggende più che alle opere. Se chiedi dove si proietta il film, la voce della leggenda risponde: on-line… nella tua mente. Ed è lì, in quel doppio schermo invisibile, che i veri capolavori Mai nati non muoiono Mai.

Arianna Rusconi 4C

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