Mi piega il vento e resto solo.
Vela tesa, attendo l’onda lenta.
Il sole piega… incendia il mare.
Lo Zaffiro mi soffia nell’orecchio.
Resto al largo, dove il vuoto ha voce.
I propri pensieri si danno spazio
tra il silenzio profondo e tenace.
Sale arde sul petto, vento chiama
la chioma sciolta abbraccia l’aria: vola…
l’ondata lambisce i piedi stanchi
mentre, dentro, lenta forza rinnova.
Guardo la costa immobile e lontana
e in me risiede la dolce idea
d’un tanto atteso, illuso ritorno.
Ma il vento tace, stanco dalla riva.
L’onda prende e poi mi restituisce
sospeso… parlo al lento tramonto
che s’appoggia sulle ispide acque.
Vento e mare: ecco il mio mondo.
Andrea Marini 4C


















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