Preda della corrente di chi presume di ricordare facce, laghi a forma di cuore, animalesche nuvole, i Queen che avrebbero invitano adepti a fumare Marijuana e consimili amenità, varrebbe la pena di interrogarsi sui motivi per cui crediamo di sentire messaggi e vedere figure precise in immagini quando, in realtà, non ci sono.
La pareidolia (dal greco εἴδωλον èidōlon, “immagine”, con il prefisso παρά parà, “vicino”) è una tendenza del cervello a trovare strutture ordinate e forme familiari nelle più varie immagini. Classici esempi sono la visione di animali o di volti nelle nuvole, o la visione di immagini nelle costellazioni, come già dagli egizi e poi dai greci e dagli arabi.
Si ritiene che la Pareidolia sia favorita dall’evoluzione, che ha permesso alle specie di individuare situazioni di pericolo anche in presenza di pochi indizi. Consente spesso di spiegare razionalmente fenomeni apparentemente paranormali, come le apparizioni di immagini sui muri o la comparsa di fantasmi in foto non ritoccate.

Un attaccapanni e una maniglia, a prima vista, potrebbero sembrare un polpo ubriaco che ha voluto combattere contro una papera, la quale ha evidentemente avuto la peggio.

Direttamente dallo spazio profondo iconici personaggi della saga di “Guerre Stellari”

Neanche l’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America è esente da questo effetto; divertente, però, il fatto di quanto qualunque oggetto con una manciata di capelli sulla testa tenda ad assomigliargli ai nostri occhi assuefatti alla sua curiosa immagine.
Altri esempi noti sono alcune canzoni, come Another One Bites The Dust dei Queen, dato che circola la notizia secondo la quale, se se ne ascolta il ritornello al contrario, sia possibile sentire “It’s time to smoke Marijuana”.
Il fenomeno della pareidolia ci ricorda che la nostra percezione del mondo è sempre filtrata attraverso il subconscio. È come uno scambio tra ragione ed immaginazione, dove le linee tra realtà e fantasia sfumano, invitandoci a riflettere su come la nostra mente costruisce e interpreta la realtà. In fondo, forse la vera magia della pareidolia risiede nel suo potere di trasformare l’ordinario in straordinario, rivelando come il nostro sguardo possa creare mondi invisibili, nascosti dietro ogni angolo della quotidianità.
Arianna Rusconi 3C


















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