Breve introduzione storica.
Nel 1732, il filosofo razionalista Christian Wolff pubblicò la sua opera più importante, intitolata “Psychologia empirica”, nella quale affrontò concetti che, fino a quel momento, erano rimasti tabù nell’ambito di questa disciplina emergente. Secondo le sue teorie, la “Psychologia” rappresentava una scienza che, attraverso l’esperienza, stabilisce i principi necessari per spiegare le sfaccettature dell’“anima”, intesa come l’essenza che governa le nostre capacità cognitive, emotive e percettive, fungendo da intermediario tra il mondo esterno e quello interiore.
Sebbene questa visione potesse sembrare innovativ, il termine “Psychologia” risale ad almeno due secoli prima, quando nel 1520 Filippo Melantone lo coniò unendo le parole greche ψυχή (psuché), che significa spirito o animo, e λόγος (logos), che indica discorso o studio. Il neologismo rappresentava un tentativo di dare un nome e una struttura a ciò che, da sempre, gli esseri umani avevano cercato di comprendere: la natura dell’anima e dei processi mentali.
Nel corso dei secoli, il significato del termine psicologia ha subito varie modifiche, soprattutto tra l’Ottocento e il Novecento, grazie alle sperimentazioni di medici e studiosi, come Wilhelm Wundt e Sigmund Freud. Successivamente, personalità come B.F. Skinner o Jean Piaget hanno contribuito a plasmare la nuova branca scientifica nella disciplina che conosciamo.
Sicuramente, hanno avuto un ruolo fondamentale nella crescita di questa disciplina i social network. Non è raro, infatti, imbattersi in contenuti che introducono e sponsorizzano l’importanza e la necessità di una buona salute mentale. Molte persone, grazie anche a delle community create appositamente, hanno avuto modo di affacciarsi a questo mondo e ad iniziare percorsi anche on-line. Sono, per l’appunto, molteplici le piattaforme che permettono delle sedute con professionisti senza doversi spostare da casa.

Al giorno d’oggi che cos’è la psicologia?
Ormai pienamente riconosciuta come una branca della medicina che si occupa dei vari processi mentali, dei comportamenti e delle relazioni umane, nonostante la sua natura scientifica solida e ampiamente testata, la psicologia è ancora circondata da alcuni pregiudizi, legati in parte alla sua unicità rispetto ad altre discipline. Tuttavia, negli ultimi decenni, molti dei tabù che ne frenavano lo sfruttamento da parte delle masse, come il pregiudizio di essere individui “deboli” o “strani” se ci si rivolgeva ad uno psicologo, sono stati progressivamente superati. L’accettazione della psicoterapia e la crescente consapevolezza dell’importanza della salute mentale hanno contribuito a ridurre significativamente lo stigma, pur restando ancora delle resistenze, specialmente in contesti culturali di matrice militaresca, superomistica o involontariamente timorosa che l’analista possa, in qualche modo, “traviare” il soggetto esposto.
Negli ultimi dieci anni, circa il 39% dei cittadini italiani ha deciso d’intraprendere un percorso di psicoterapia per sé o per la propria famiglia. La maggior parte di costoro ha un’età compresa tra i 18 e i 34/35 anni. Benché questi numeri siano, tutto sommato, bassi, si può notare un netto distacco rispetto al secolo precedente, nel quale erano presenti una maggiore chiusura e molta ignoranza rispetto al benessere mentale, oggi quasi completamente oltrepassate dalle nuove generazioni.
Secondo un’altra statistica molto interessante, solo in Italia c’è circa un quarto del totale degli psicologi europei: ne vengono registrati 93.000 sui totali 400.000. L’Italia ha registrato un aumento nell’accesso ai servizi psicologici anche a causa della pandemia scoppiata tra il 2020 ed il 2021 del Covid-19. Questo fenomeno ha infatti innalzato del 53% circa il numero di individui che hanno scelto di intraprendere un percorso di psicoterapia.
Comunque, persistono alcune barriere importanti, come lo stigma associato alle difficoltà economiche che impediscono a una parte della popolazione di accedere a servizi psicologici per i disturbi mentali.
Il nostro attuale Governo ha deciso di introdurre, pertanto, un “Bonus Psicologico”, un contributo economico destinato a coprire le spese per sessioni di psicoterapia. Secondo dati preliminari del progetto PsyCARE, promosso dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP), il 70% dei beneficiari non era in terapia prima di richiedere il bonus. Un ulteriore incentivo viene dato dall’iniziativa “Psicoterapia Aperta”, una rete nazionale di professionisti che dedicano parte del loro tempo da offrire servizi psicologici a tariffe ridotte, generalmente comprese tra 25 e 40 euro a seduta, rispetto alle tariffe standard, che variano tra 60 e 100 euro.
Una seconda problematica riguarda l’impossibilità di accesso alla terapia psicologica per i pazienti con problemi a livello neurologico. Tuttavia, la psicologia è formata da diversi campi, oltre a quello tradizionale, come ad esempio, appunto, quello della neuropsicologia. Il neuropsicologo è uno specialista nella comprensione della relazione tra le caratteristiche cerebrali e i comportamenti espliciti delle persone; perciò il suo ruolo è quello di intraprendere terapie specializzate alla cura del malato nonostante le problematiche. Questo avviene attraverso percorsi curativi divisi in parti diverse, come quella dell’identificazione del problema e quella della riabilitazione cognitiva. Quest’ultima sviluppa programmi personalizzati per migliorare o compensare le funzioni cognitive compromesse, aiutando i pazienti a recuperare abilità come memoria, attenzione e linguaggio.

Con il tempo, l’argomento della salute mentale è stato accolto anche in gran parte delle scuole italiane, che si sono abilitate contattando e mettendo a disposizione degli utenti i cosiddetti Sportelli completamente gratuiti per tutti coloro che ne sentissero la necessità.
Chiaramente, non si è arrivati ad un capolinea, dato che numerosi studiosi cercano di portare alla luce molti dei lati della mente umana che ancora rimangono nascosti, o che sono per forza “oscuri” a causa delle pulsioni negative da cui derivano. Con la costante crescita dello studio della psicologia e della neuropsicologi, si spera che nei prossimi anni si riusciranno a trovare metodi terapeutici anche per delle malattie degenerative come l’Alzheimer o per le patologie bipolari.
Alessandro Mammone 4H


















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