La nostra concezione dell’universo è assolutamente incredibile! Conosciamo con precisione ogni singolo movimento di ogni singolo astro in ogni singolo istante della sua esistenza. Era totalmente assurdo e fuori dal normale, anche solo cento anni fa, pensare a tutto questo. Invece, eccoci con i nostri cannocchiali super moderni, i nostri razzi supersonici e strumenti in grado di misurare e prevedere precisamente la prossima tempesta solare in arrivo. Se quest’oggi siamo riusciti ad arrivare così tanto avanti, è grazie ad un lento processo avviato circa sei secoli fa, che prende il nome di “Rivoluzione Astronomica”.

Rappresenta un’assoluta svolta riguardo al modo umano di vedere il mondo ed ha segnato un capitolo importante nel campo della scienza e delle conoscenze. Fu un periodo, iniziato nel XVI secolo, nel quale emersero e fiorirono nuove teorie sulla struttura e il movimento dell’universo, che fino a quel momento erano influenzate dalla visione geo-centrica dettata dai pregiudizi della chiesa. L’intero sistema clericale ed ecclesiastico teneva molto alla visione di una terra al centro dell’universo per diverse motivazioni legate alle convenzioni tolemaiche, ma anche per dei fondamenti teologici. Ad esempio, alcuni versetti della Sacra Bibbia suggerivano che la Terra fosse immobile e che il sole si muovesse attorno ad essa, come in Giosuè 10:12-13, in cui il sole viene fermato.

«Sole, fermati su Gabaon,
e tu, luna, sulla valle d’Aialon!»
E il sole si fermò, e la luna rimase al suo posto,
finché la nazione si fu vendicata dei suoi nemici.

La pessima interpretazione delle sacre scritture e il fatto che venissero lette non in chiave allegorica, bensì in chiave pedestremente letterale, ha fatto credere ad alcuni uomini medievali che la terra fosse effettivamente ferma e che fosse il sole, in realtà, a compiere il movimento.

Per millenni, l’Uomo ha creduto di essere al centro di un grandioso spettacolo cosmico, con il Sole, la Luna e le stelle che danzavano attorno alla nostra Terra immobile. Questa visione geocentrica, sostenuta da Aristotele e perfezionata da Tolomeo, era radicata nella cultura e nella religione, perché offriva una rassicurante immagine dell’universo come di un ordine perfetto e gerarchico.

Sebbene questa teoria sia stata per anni quella “ufficiale”, supportata anche dai grandi della scienza dell’epoca, presentava diverse incongruenze ed astruse complessità, nel tentativo di spiegare i moti apparenti dei pianeti. Un’ulteriore incongruenza di questo sistema fu il fatto che le stelle erano come dei punti luminosi “attaccati” a una grande sfera che ruotava lentamente intorno alla Terra. Questa sfera era come un soffitto stellato che girava lentamente sopra le nostre teste e le stelle, essendo fisse su questa sfera, mantenevano sempre la medesima posizione l’una rispetto all’altra.

In un’epoca dominata da una profonda insipienza in questo ambito, Niccolò Copernico, nel 1543, con la sua opera “De Revolutionibus Orbium caelestium libri VI”, sconvolse completamente la visione del mondo e dell’universo in generale. Affermò e dimostrò che era il Sole, e non la Terra, al centro dell’universo e che tutti i pianeti, compresa la Terra, ruotavano intorno ad esso. Questa teoria, sebbene corretta, fu duramente censurata dalla Chiesa, per proteggere la veridicità delle Sacre Scritture, che sembravano contraddire questa nuova visione cosmica. Inoltre, si temeva che rivelare l’errore di credenze secolari potesse scatenare un caos generale, come se oggi ci venisse detto che gli alieni esistono e che abbiamo avuto contatti con loro da tempo. Sarebbe un’informazione sconvolgente e difficile da accettare per molti, soprattutto se bigotti e poco colti.

Per queste ragioni, le idee di Copernico furono a lungo tenute nascoste. Solo con l’arrivo di Galileo Galilei, nel 1610, si assistette ad un nuovo impulso verso una comprensione più accurata dell’universo.

Galileo è considerato uno dei padri fondatori della scienza moderna, grazie alla sua rivoluzionaria metodologia e alle sue numerose scoperte. Il suo approccio alla conoscenza scientifica si discosta radicalmente da quello dei suoi predecessori, poiché è l’inventore del metodo scientifico sperimentale, una serie di processi, molto innovativi per l’epoca, secondo i quali si susseguivano tante sperimentazioni non inquinate dalla compresenza dello sperimentatore, al termine delle quali si arrivava alla formulazione di una teoria. Questo metodo venne applicato anche nella sua osservazione del cosmo, al termine della quale riuscì a formulare un’ipotesi molto simile a quella di Copernico. Basandosi su alcune osservazioni, come ad esempio le macchie solari, oppure lo spostamento dei satelliti di Giove, riuscì a capire che la visione tolemaica, alla quale ancora si credeva, non era affatto corretta.

La Rivoluzione Astronomica, quindi, ci sostiene ormai da secoli e costituisce la base stabile di tutte le nostre scoperte e di tutti i nostri teoremi in merito al vastissimo spazio che circonda il nostro piccolo pianeta azzurro.

Alessandro Mammone 4H

 

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