Nel villaggio sociale di Cadore erano in corso i preparativi per la visita del presidente della repubblica Antonio Segni, prevista per il 12 febbraio del 1963.
Dato che era fondamentale mostrare l’accoglienza e la modernità del centro culturale, vennero esposte riviste, documenti, articoli e tele che testimoniavano la notorietà del centro.
Gli educatori, che si occupavano dei ragazzi che risiedevano nella colonia, una delle strutture principali del villaggio sociale, vista la particolare occasione, decisero di portarli a visitare la mostra.
I bambini, che in quanto tali, desideravano solo giocare, non erano per niente estasiati all’idea di visitarla, e si ritrovarono, quindi, a trascorrere un noioso pomeriggio. Tra testimonianze storiche, quadri e giornali di qualsiasi tipo di argomento, nulla riuscì a suscitare un interesse generale da parte dei ragazzi, fatta eccezione per una rivista.
Alessandro e Francesco, due fratelli che si ritrovavano in quella colonia per via del padre, che era un dirigente della società, infatti, nutrivano particolare interesse nei confronti della rivista “Giardino zoologico”. Decisero, però, di mantenere lo stesso atteggiamento disinteressato che caratterizzava tutti i compagni, per evitare di sembrare “diversi” davanti a loro.

Usciti dalla sala feste, i ragazzi si ritrovarono sulla “piazza degli svaghi”, centro di attrazione dell’intero villaggio, percorsero la strada principale e raggiunsero l’area destinata alle attività ludiche. Francesco e Alessandro erano seduti a mensa quando Alessandro disse:
“Franci, cosa ne pensi dell’esposizione che abbiamo visitato oggi?”
“E’ stato parecchio noioso, ma mi sarebbe piaciuto sfogliare la rivista sugli animali.”
“Anche a me interessava.”
“Davvero? Cosa ne pensi se ritornassimo all’esposizione per darle un’occhiata?”
“Va bene, però dobbiamo sbrigarci prima che la chiudano.”
Quindi s’incamminarono verso la sala feste ed entrarono. Rapidamente cercarono il luogo dove era situata la rivista, si sedettero e Alessandro iniziò a leggerla. Dopo le prime pagine sul dromedario, passarono a interessanti curiosità riguardanti i rettili, quando nel mezzo della lettura sentirono un rumore sospetto: era il tintinnio delle chiavi!
Spaventati, chiusero la rivista, scapparono senza pensarci e, solo dopo, si accorsero di averla ancora tra le mani.

Una volta raggiunto il dormitorio, decisero di mettersi sotto le lenzuola e andarono avanti a sfogliare la rivista, la cui lettura avevano lasciato in sospeso, grazie ad una torcia che illuminava le pagine; così si immersero nelle pagine fino a crollare dal sonno.
Quando, di mattina, il brusco rumore provocato dalla caduta di un secchio svegliò i due fratelli dai loro incantevoli sogni, fecero cadere la rivista, che si aprì casualmente sulla pagina che conteneva l’articolo sull’animale preferito di Alessandro, l’orso. I due si cimentarono in una rapida, ma profonda lettura della pagina che avevano di fronte: la storia di Giulia, un’orsa bruna siriaca che ha avuto un passato particolare, era molto affezionata ad un bambino e, prima che venisse superata la soglia per la quale un orso è considerato innocuo, gli morsicò il braccio. Dopo aver sperimentato l’addestramento, tramite utilizzo di metodi innovativi che produssero scarsi risultati, nella mente del padrone sorse il pensiero di sbarazzarsi di Giulia e l’orsa venne inizialmente rinchiusa in un recinto. Questa recinzione era situata a fianco di quella dei cani da caccia, che inaspettatamente spinsero Giulia a modificare i suoi atteggiamenti, che precedentemente erano considerati negativi dal padrone.
I due ragazzi, ancora immersi nella lettura, vennero chiamati per fare colazione e, mentre chiudevano la rivista per riporla sul comodino accanto al letto, si accorsero che, al di sotto di una delle due facciate, si trovava una lettera.

Allora Francesco disse: “E questa da dove arriva?”
“Non ci avevo fatto caso, probabilmente si trovava all’interno della rivista e, quando è caduta, è venuta fuori anche questa.”
“Sì, può essere. Adesso però andiamo a fare colazione: lo vediamo dopo  di cosa si tratta.”

Finito di mangiare, ritornarono nel dormitorio in fretta e furia, per soddisfare la loro curiosità della lettera trovata poco prima. Leggendo scoprirono una notizia sconcertante: l’orsa era ospitata nel villaggio in cui si trovavano loro in quel momento.
Francesco esclamò: “Ma quindi l’orsa di cui leggevamo prima si trova qui?!”
“Perbacco, non l’avrei mai detto!”
“Stai pensando anche tu a quello che sto pensando io?”
“Andiamo a cercarla?”
“Sì, ma da dove iniziamo?”
“Effettivamente, avremmo bisogno di più informazioni.”
“Aspetta Ale, ricorda che è un orso e non può essere da tante parti, perché ha bisogno di un recinto abbastanza largo e confortevole.”
“Hai ragione. Comincerei a cercare dalle zone più esterne del villaggio.”
“Va bene, sono d’accordo. Iniziamo!”
I due fratelli si divisero le zone in cui ricercare e le giornate in cui farlo; in particolare, ad Alessandro spettava il recinto nella zona commerciale e nella zona degli svaghi, mentre Francesco si dedicò all’area del camping e a quella del mercato. Al termine delle due faticose giornate, nelle quali cercarono di trovare la posizione di Giulia, confrontarono i risultati.
“Franci, a te com’è andata?”
“Anche oggi un buco nell’acqua perché, a parte film poco interessanti e pasti non così tanto invitanti, nella zona degli svaghi non ho trovato nessuna traccia di Giulia.”
“Anch’io niente. Oltre alle capanne, nel camping non ho trovato niente.”
“Allora quella lettera sarà stata solamente una storia inventata.”
“Peccato, ho sempre voluto vedere un orso dal vivo, ci avevo sperato…”
I fratelli si risvegliarono affranti, tuttavia si rassegnarono al fatto che non avrebbero mai visto l’orso e andarono, come di consuetudine, a Messa in quanto era domenica mattina. Usciti dalla chiesa, cercarono di tornare alla vita di tutti i giorni, riprendendo a giocare con i propri amici.
Quella mattina decisero di giocare a nascondino e sfortunatamente toccò ad Alessandro a contare. Suo fratello Francesco non trovò un nascondiglio così tanto funzionale, infatti fu il primo che venne trovato. Durante il tentativo di fuga per non essere preso, si ritrovò a scappare in mezzo agli alberi, smarrendo così la diritta via. Fu facile per Alessandro raggiungere il fratello, in quanto più veloce. Solo dopo, i due si accorsero di essersi persi nel mezzo del bosco.
“Franci, guarda dove siamo finiti, mannaggia a te!”
“Scusa Ale, ma non volevo farmi prendere. Non pensavo di essermi allontanato così tanto.”
“In effetti, nemmeno io me ne sono accorto.”
Erano in cammino per tornare nei pressi della chiesa, quando la loro attenzione venne attratta da un elemento metallico, che sembrava un pezzo di recinzione. Senza pensarci, si avvicinarono e notarono che era effettivamente ciò che pensavano. Decisero quindi di cercare l’ingresso della recinzione, così da poterci entrare e magari accorciare il ritorno.
Le andarono attorno fin quando non si trovarono davanti ad un cancello chiuso da un lucchetto massiccio. La voglia di entrare all’interno era talmente alta, che li spinse a tentare di scavalcare le imponenti recinzioni. Provarono in tutti i modi, anche arrampicandosi sugli alberi in prossimità della recinzione, senza però alcun risultato, tranne molti graffi alle mani e alle caviglie. Produssero un gran fracasso, ma tanto non c’era in giro nessuno che potesse sentirli o sgridarli. Il rumore, però, non venne ignorato proprio da tutti, perché attirò una sagoma scura, imponente e decisamente pelosa. Giulia si era presentata, lasciandoli non poco stupiti! Si resero conto che la lettera che avevano trovato tre giorni prima non trattava di una falsità: bastava solamente cambiare prospettiva ed esplorare anche posti più inaspettati.
Francesco e Alessandro, entusiasti della loro scoperta, si abbracciarono e pensarono di correre subito a raccontare le loro avventure ai propri amici. Invece, dovettero rimanere sul posto, fermi e zitti, nascosti in parte dalla recinzione, finché l’orsa non si decise ad andarsene, due ore più tardi. Da così vicino, era entusiasmante, certo, ma anche abbastanza muscolosa da fare ben altra impressione e a nessuno dei due sembrava intelligente disturbarla più di quanto non avessero già fatto. In fondo, forse, era meglio andare a caccia di scoiattoli.

Yuyi Huang, Valeria Mora, Marco Orlandini, Carolina Randazzo, Matteo Zanarella 3F

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