O Danza, per me casa sei¹,

che in un mondo colmo di giudizi,

come nettare degli Dei²,

nutri di forti pensieri propizi.

 

Mi riempi di candido ardore,

con le tue note mi rendi speziato,

mi distacchi dal malsano rumore³,

rendendomi il caos ordinato⁴.

 

O Danza, per me sei salvezza⁵,

che mi allievi tutti i dolori:

gelido vento, primaveril brezza,

sei per me l’inverno dei fiori⁶.

                                                                                     Niccolò Arpelli 4C

 

  1. Personificazione e Tu Allocutorio: la Danza è come una persona e le si parla direttamente.
  2. La famosa Ambrosia, presente in letteratura sin dai racconti degli antichi poemi omerici, dava immortalità, giovinezza eterna e forza agli Dei.
  3. Mytacismo anaforico del pronome personale “mi”, perché la Danza viene percepita come molto intima dall’Io Lirico, che si sente più “se stesso” durante il movimento in armonia.
  4. Ossimoro: la Danza porta ordine dove, spesso, non ce ne sarebbe (χάος).
  5. Anafora col primo verso.
  6. Citazione alla canzone “L’Inverno dei Fiori” di Michele Bravi.

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