Sarà Daniele De Rossi ad ereditare la panchina giallorossa lasciata libera dallo “special one” Jose Mourinho.

La società A.S. Roma ha annunciato il nome subito dopo poche ore dall’esonero a sorpresa dell’allenatore portoghese. La Roma è stata “lieta di annunciare che Daniele De Rossi è stato nominato nuovo Responsabile Tecnico della Prima Squadra fino al 30 giugno 2024». Queste le parole scritte sul comunicato stampa emanato durante le prime ore del mattino di martedì 16 gennaio sul sito ufficiale della squadra. Parole che, sicuramente, lasciano molto scalpore tra i tifosi, in quanto si tratta proprio di “un fulmine a ciel sereno” che nessuno, tantomeno l’ex allenatore stesso, si sarebbe mai aspettato.

Erano ormai arcinoti i problemi della squadra di Mourinho, che esercitava un gioco “povero” di calcio e veniva da un periodo negativo condito dalla freschissima sconfitta per 3 a 1 a Milano in casa del Milan; però si pensava che, comunque, l’allenatore non sarebbe cambiato fino alla fine della stagione. Molto probabilmente, ciò che ha portato Friedkin (attuale presidente dell’A.S. Roma) a prendere la decisione di esonerarlo prima della fine del campionato è stato il fatto che stava portando una fama negativa al brand della società. In parole più semplici, con il numero molto alto di cartellini rossi presi spontaneamente e con le dichiarazioni molto controverse rilasciate su argomenti che non gli competevano, come ad esempio le finanze del club, aveva attirato attorno a sé, ma anche attorno alla società, un appeal molto negativo. Ecco perché il presidente ha preso la palla al balzo per mandare via il portoghese e sostituirlo.

È così finita una bellissima storia d’amore iniziata il 4 maggio 2021 e coronata con la vittoria della “Uefa Conference League”, terza competizione indetta dalla Uefa nello stesso anno,  che è riuscita ad avverare i sogni di tutti i tifosi giallorossi, i quali non vedevano una coppa europea ormai dal lontano 1972 con la “coppa anglo-italiana”. L’anno dopo, invece, ci è andato molto vicino con la conquista della finale di Europa League, persa però ai rigori contro il Siviglia. Possiamo dire che, dunque, ha lasciato dei ricordi indelebili nelle menti dei tifosi romanisti. Ne è una dimostrazione un video girato la mattina del 16 gennaio con alcuni tifosi che, in lacrime, dopo aver intercettato l’auto dell’ex tecnico, lo ringraziavano di tutto e si disperavano per la vicenda dell’esonero. E’ noto che anche il c.t. portoghese sia rimasto molto colpito dall’esperienza di Roma e ne sono la prova, innanzitutto, le sue lacrime di commozione riprese nei video nei quali se ne va dalla città, ma soprattutto il fatto che, dopo la vittoria della “Conference League”, ha deciso di tatuarsi sulla pelle un simbolo dell’evento.

Un’ulteriore prova dell’impatto che questa notizia ha avuto sono le reazioni di calciatori ed ex calciatori, intenzionate a dare l’addio a Mourinho. Ne sono d’esempio la joya Paulo Dybala e il centrocampista Edoardo Bove che, con alcuni post su instagram, molto toccanti, hanno augurato buona fortuna al loro ex allenatore.

Ma adesso buttiamo un occhio alla carriera e all’impatto che questo grandissimo allenatore ha avuto sulle squadre allenate durante tutta la sua carriera.

La prima esperienza la fece al Porto, una delle squadre più titolate della storia del calcio portoghese, con il quale ha vinto due campionati, una Coppa Uefa e una Champions League negli anni tra il 2002 e il 2004. Qui, come nel 99% delle squadre dove è stato, viene ricordato come una leggenda. Questa visione l’hanno di per certo anche tutti i tifosi interisti, in quanto, nel periodo più alto della sua carriera, ovvero tra il 2008 e il 2010, è riuscito ad aggiungere al palmares due Campionati, una Coppa Italia e un’ambitissima Champions League, riuscendo a far diventare l’Inter l’unica squadra nella storia del calcio italiano ad aver fatto il “triplete“, ovvero vincere Campionato, Coppa Italia e Champions League nella stessa stagione, quella 2009/2010. Dopo la sua esperienza all’Inter, ha girato tra le più forti squadre a livello mondiale, come ad esempio il Real Madrid, o il Manchester United, con il quale ha vinto una Europa League nel 2017, oppure il Tottenham e, infine, la Roma.

Ovunque “Mou” sia stato, ha lasciato il segno: per questo è considerato uno dei migliori allenatori della storia del calcio. È stato premiato come miglior allenatore del mondo dall’IFFHS negli anni 2004, 2005, 2010, 2012; come miglior allenatore dell’anno FIFA nel 2010, UEFA negli anni 2004, 2005, 2006 e 2010. È, infine, stato eletto Allenatore Portoghese del Secolo dalla Federazione calcistica del Portogallo nel 2015. Sarà per l’accumulo di tutti questi titoli altisonanti che non ha più pensato di portare rispetto agli arbitri e di comportarsi come una star?

Alessandro Mammone 3H

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